Ti faresti operare da un fotografo…?
4 03 2008Campagna CNA per la legalità, a difesa dei fotografi professionisti.

La campagna lanciata dalla CNA è sicuramente un punto positivo, una voce in più sulle condizioni della fotografia in Italia, professione che da sempre è stata seguita con grande attenzione e interesse dagli operatori del settore della comunicazione, editori, pubblicitari, cultori e critici dell’immagine italiana, dando alla professione un marchio di qualità a livello internazionale.
Oggi sicuramente il panorama è cambiato, con una influenza del mercato che ha portato gli stessi operatori a prediligere sempre più una politica del risparmio.
Come ben sappiamo oggi troviamo archivi che commercializzano le foto per il valore di 1 €, in questi contenitori si può trovare tutto, con un buon grafico ci si realizza una campagna pubblicitaria con dei costi che per una azienda sono veramente irrisori.
E questo va anche bene ma sacrifica la qualità - per qualità si intendono, la profondità del linguaggio, sensibilità di ricerca che un fotografo dedica alla propria visione e modo di comunicare - , questo gioco al ribasso dei costi non permette di mettere in pratica tutto un bagaglio di esperienza; per restare a galla si deve fare il triplo, arrivando alla soglia delle capacità fisiche, di riflesso non può che compromettere la qualità del lavoro.
Se tutti i rapporti sono misurati d’accordo al costo, non vedo grandi prospettive e si potrebbe discutere all’infinito se non si ricupera un sistema sociale in grado di giudicare e di scegliere.
Ricardo Francone

Concordo con il tuo giudizio e trovo che il mondo professionale italiano, lo si nota in tutti i settori, abbia subito un forte declino dovuto alla crisi che il nostro paese sta vivendo sia per l’ aumento indiscriminato dei prezzi che per l’ effetto boomerang dovuto dal crollo delle torri gemelle. Questa crisi è più evidente nel nostro settore che subisce quello che tutti accoglievano con grande entusiasmo, l’ era digitale che inizialmente ha permesso a pochi professinisti, per l’ alto costo delle attrezzature, di giocare sulla velocità e l’ apparente praticità e grazie a questo incipit , alla crisi e alla disgregazione delle associazioni di settore ha permesso hai clienti di esigere tempi più rapidi spogliando ogni immagine dal lavoro creativo indispensabile per evitare l’ omologazione e nel contempo di imporre la logica del marketing da supermercato. Vivendo, nel mio piccolo, nel settore pubblicitario ho constatato che l’ immagine viene decisa dagli account ( una sorta di rappresentante) e dal cliente e non dagli art director che sempre più vengono sostituiti dagli stagisti che pur di entrare in questo settore sono disposti a sacrificare quello per cui sono stati chiamati.
Con questo metodo di lavoro, putroppo, è lecito esigere sempre più sconti e sempre più velocità “costringendo” molti fotografi a lavorare con bassissimi profitti.